Il Pensiero Laterale nei momenti di crisi

alternativa crisi fallimento pensiero laterale problem solving strategia e creatività Feb 02, 2022
Pensiero Laterale e Problem Solving

Pensiero Laterale e crisi (quelli "bravi" lo chiamano problem solving).
Tra il 2020 e il 2021 ho avuto una vera e propria crisi. Ho scelto di starci da sola in quella crisi perché ho voluto tagliare praticamente tutto (e tutti) per avere il coraggio di ascoltarmi senza troppe influenze e distrazioni.
Dico “coraggio” perché quante cose che non mi piacevano ho sentito dentro di me dio solo lo sa. Io non mi piacevo e non mi riconoscevo più.
Tu cosa fai quando hai voci dentro di te che non ti piacciono? Le allontani, scommetto. È una reazione naturale.
Io facevo la stessa cosa fino a quando qualcuno mi ha detto: “come fai ad affrontare, capire e superare qualcosa, se quella cosa la eviti?
Boom.
Allora ho ascoltato, ho pianto come mai avevo fatto, e mi sono fermata.
Un vero e proprio stop dal lavoro e dagli amici veri o finti che avevo, con tanti sensi di colpi annessi, perché né guadagnavo, né vedevo le persone che in genere mi erano vicine. Che poi ho capito fossero quelle per me sbagliate.

Nel frattempo però sentivo che era il momento di aprirmi ad un nuovo mondo, e assieme a questa esigenza venivano naturali, nuove idee, persone e spunti, mentre si allontanavano altre idee, persone e spunti.
È stato come avere un colino tra testa e cuore che faceva una selezione per il mio bene.

Quando mi sono trovata nel mezzo del vuoto, del voler lasciare con tanta sofferenza persone “comode” ma che mi rendevano infelici e un lavoro abbastanza facile che non mi dava più niente, a salvarmi è stato il Pensiero Laterale, che mi ha messo davanti il potere dell’alternativa.
Anzi, creatività e strategia insieme.

Mi sono chiesta come sarei voluta cambiare personalmente e professionalmente, mi sono fatta i miei schemi, ho scritto tutto utilizzando alcune tecniche di cui parlo nel corso CREATTIVITÁ, ed è venuto fuori l’eureka. Non subito, intendiamoci.
Per quanto riguarda il business, mi sono chiesta cosa so fare io e cosa avrei potuto fare per le persone.

Da creativa che ha trovato sempre nella creatività un qualcosa di salvifico, ma che pensava fosse qualcosa di scontato (no, non lo è invece!), ho deciso dunque di iniziare da zero questa piattaforma, che ho chiamato CORSI LATERALI.
Quando mi sono resa conto che il Pensiero Laterale poteva aiutare concretamente la vita personale e lavorativa di altre persone, ho cominciato a credere che dovevo portare avanti una missione: farlo conoscere, con un metodo, a tante più menti possibili. Mi dicevo: “perché io sì, e molte altre no?”.
E ho cominciato a studiare, a capire come rendere semplice dei concetti che potevano sembrare fumosi, e un anno e mezzo fa ho avviato la creazione della mia piattaforma creativa.
È stato facile? No. Per niente. C’era l’entusiasmo iniziale, ma poi sono arrivati inevitabili lo sconforto, la frustrazione e la stanchezza.
La verità è che sono stata così tanto dietro la quinte a preparare questo progetto che in certi momenti ho pensato di mollare perché mi dicevo “sì, ma quando arrivo al concreto?”.
Sapete perché mi sono fatta questa domanda? Perché su Instagram è pieno di persone che vogliono farti credere che puoi avviare il tuo business in 15 minuti e diventare subito ricca e famosa. Così pieno, e tu così lavata di cervello che ci credi.
“Ma come mai lei c’è riuscita subito e io no?”
Lavorando online e sui social da oltre 12 anni so benissimo che l’oro che luccica è solo il 10%.
Ma sono umana, e ogni tanto ci casco pure io. Certe persone sono molto brave a manipolare.

Quindi sì, iniziare da zero è complicato, ma io sono andata avanti soprattutto perché la mia community mi ha fato la forza, mi ha espresso dei bisogni. E per me ora al primo posto ci sono le persone: se mi chiedono qualcosa, io ci rifletto, e se posso aiuto. Ascolto.

Il tutto è ancora più complicato se decidi di affrontare un tema che il 90% dell’umanità crede sia superfluo, o addirittura qualcosa che hai o non hai. Praticamente sono stata una kamikaze.
Ad oggi, una delle cose che mi rende più felice è che nonostante le varie resistenze e i leciti dubbi ho avuto solo recensioni positive dei corsi. Solo. Pensavo fosse incredibile, ma la realtà è che la creatività è uno strumento potentissimo capace di cambiarti visione, e quindi anche vita.

Io questa piattaforma l’ho praticamente creata con e grazie alle persone che mi seguono.
Senza gli spunti, i commenti, le opinioni che mi sono arrivati dall’esterno non l’avrei o mai fatta o non sarei mai andata avanti. Le cose belle non si possono fare solo e sempre da sole.

Visto che ricevo quotidianamente richieste, io me le segno tutte, e grazie a queste sto progettando altre cose belle, come un corso dedicato allo stile e percorsi di ballo libero, e ho strutturato le consulenze personalizzate sia di stile che creative, e altro ancora.

Mi prenderanno momenti di sconforto perché mi aspetterà un lavoro enorme? Sì. Credo fortemente si debba normalizzare questa risposta: sì, è normale provare sentimenti di sofferenza per dei nuovi percorsi che ti costruisci da sola. Anzi, normalissimo.
So che ci saranno anche moltissime gioie, come ho avuto da metà settembre, quando ho lanciato la piattaforma, e sono queste, assieme al fatto che vedo sia utile, che mi fanno continuare.
Se non avessi niente di tutto ciò, dichiarerei serena il fallimento e passerei al prossimo progetto. Credo sia da normalizzare anche il fallimento.

 

 

Hai ascoltato il mio podcast, creaTTivamente? Parlo di creatività e argomenti contemporanei, lasciando a casa il politicamente corretto. LOL. 

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